Applicazione di leggi e contratti collettivi
Un imprenditore deve obbedire al Ceni, redigendo uno schema retributivo che elenca non solo i componenti fondamentali del salario, ma anche l’eventualità di ore oltre la norma, indennità festive e deduzioni per l’assicurazione sociale, come stabilito dalla legge.
Il valore del periodo di prova
Nell’ambito della legge 339/1958 articolo 5 e Ceni articolo 12, la fase di prova è fondamentale per abilitare sia il dipendente che l’azienda a valutare l’opportunità del contratto di lavoro. Di preciso, un accordo opzionale ma vantaggioso. Durante questa fase, entrambe le parti possono rescindere il contratto in qualsiasi momento, senza necessità di prenotazione. Sono sempre dovuti al dipendente il salario e le competenze correlate secondo l’operato svolto.
Implicazioni di un periodo di prova
L’accordo deve essere scritto, altrimenti l’impiego si riterrà permanente e per sciogliere il contratto

sarà indispensabile dare un preavviso. Ceni ha stabilizzato la durata massima del periodo di prova nei seguenti termini:
- 30 giorni di lavoro reale per i lavoratori di livello D e D super e per i lavoratori che convivono, a prescindere dal livello di classificazione.
- 8 giorni di lavoro reale per i lavoratori dei restanti livelli.
È vitale che il periodo di prova venga realmente effettuato e durato il tempo necessario per valutare adeguatamente la competenza del lavoratore. Pertanto, la possibile rescissione può avvenire in qualsiasi momento, ma dovrebbe essere adoperata solo dopo un lasso di tempo adeguato.
Diritto al preavviso
Se un lavoratore viene assunto da un’altra regione come prima provenienza senza il trasferimento della sua residenza e non è licenziato per una ragione valida, ha il diritto di ricevere un preavviso di 3 giorni o, in sua assenza, di percepire lo stipendio equivalente. Questo obbligo non si applica se lo scioglimento è causato da carenze.
Termine della Relazione Lavorativa Domestica
Le circostanze estremamente serie possono impedire la continuazione, anche transitoria, del legame lavorativo. Durante la fase di prova, l’impiegato domestico beneficia dello stesso pacchetto retributivo e regolamentare dell’individuo permanentemente assunto. Di conseguenza, se viene licenziato nel periodo di prova o alla fine dello stesso, è idoneo a ricevere il pacchetto di fine contratto, il compenso sostitutivo per le giornate di riposo non usufruite e le parti proporzionali della tredicesima mensilità.
Proposta Automatica di Lavoro ed esperienza guadagnata
L’addetto domestico che non ha ricevuto una comunicazione formale di termine del contratto, in seguito al periodo di prova, è da considerare prontamente inserito permanentemente. Il servizio svolto durante la fase di prova è incluso nel calcolo dei diritti correlati al tempo di servizio.
Comunicazione di Non Superamento
Il facsimile successivo offre un modello di lettera per dare notifica del non superamento del periodo

di prova.
- Per l’Addetto Domestico: È di sua responsabilità eseguire il suo lavoro con la necessaria attenzione in base alle necessità e ai vantaggi del nucleo familiare, rispettando le istruzioni impartite dal datore di lavoro (art. 6 della legge 339/1958). In caso di inadempimento, l’impiegato potrebbe essere responsabile dei danni, a meno che questi non siano causati da circostanze impreviste o da eventi di forza maggiore.
- Per il Datore di Lavoro: È obbligatorio per il datore di lavoro versare il giusto compenso al lavoratore secondo quanto concordato e ad intervalli non superiori a un mese; garantire un habitat sicuro e nutrizione adeguata per i lavoratori che percepiscono vitto e alloggio; salvaguardare il benessere dell’operatore; concedere il tempo necessario per rispettare gli impegni religiosi del lavoratore.
Articolo 9 – Prescrizioni Internazionali
Ogni membro deve implementare politiche volte a garantire che i professionisti domestici:
a) abbiano la libertà di stipulare un contratto con il loro attuale o futuro datore di lavoro sulla questione del loro alloggio presso la residenza dell’ente impiegato;
b) se alloggiati presso l’abitazione della famiglia, non siano costretti a permanerci contro la loro volontà.
Diritti e Norme per i Lavoratori Domestici
Possesso dei Documenti Personali
È essenziale che i lavoratori domestici conservino sempre con sé i propri documenti di identificazione

e viaggio.
Documentazione Necessaria all’Assunzione
Il processo di assunzione richiede vari documenti, come:
- Documenti d’identità validi,
- Tessera sanitaria o qualsiasi altro certificato sanitario recente che comprovi l’idoneità per la specifica tipologia di impiego,
- Codice Fiscale,
- Possibili documenti assicurativi o previdenziali.
Inoltre, quando si assume un lavoratore minorenne convivente, è richiesta una dichiarazione autorizzata dai genitori e autenticata dal sindaco del comune di residenza.
Comunicazione dell’Assunzione al Datore di Lavoro
Il datore di lavoro è tenuto a notificare l’assunzione all’INPS, usando il loro sito web, entro le 24 ore precedenti all’inizio del lavoro.
Orario di Lavoro Standard
Orario di lavoro flessibile per i Lavoratori Domestici
Il diritto del lavoro prevede un’eccezione all’orario normale di lavoro e alla massima durata settimanale stabilita per la maggioranza dei lavoratori (articoli 8 e 14 Ceni). L’orario di lavoro pertanto viene stabilito attraverso un’accordo tra le parti.
Norme Collettive per Lavoratori a Tempo Pieno
Per i lavoratori a tempo pieno, le norme collettive di lavoro hanno definito i seguenti limiti:
- 10 ore al giorno, non consecutive, con un massimo di 54 ore settimanali, per i lavoratori conviventi.
- 8 ore al giorno, non consecutive, con un totale di 40 ore settimanali, spalmate su 5 o 6 giorni, per i lavoratori non conviventi.
Lavoratori domestici che rientrano nelle categorie C, B e B super, insieme agli studenti di età tra 16 e 40 anni che frequentano corsi di studi per ottenere un titolo riconosciuto dallo Stato o da Enti pubblici, possono essere impiegati in un regime di convivenza con un orario di lavoro fino a 30 ore settimanali; la distribuzione delle ore di lavoro sarà determinata tramite uno dei seguenti modi:
a. Interamente distribuite su un massimo di cinque giorni settimanali, con un orario

concordato tra le parti che tenga conto delle esigenze del lavoratore e del datore di lavoro.
b. Ripartite su sei giorni settimanali, con un massimo di sei ore giornaliere, garantendo comunque il rispetto dei periodi di riposo previsti dalla normativa vigente.
c. Distribuite in fasce orarie articolate, includendo eventuali pause concordate, nel rispetto delle necessità del lavoratore e del datore di lavoro.
In ogni caso, l’orario di lavoro dovrà essere regolato in conformità alle disposizioni contrattuali e legislative applicabili, garantendo adeguati periodi di riposo e rispetto delle normative sul lavoro domestico.
Programmazione dell’orario lavorativo
L’organizzazione del tempo di lavoro può essere strutturata in diversi modi:
- Schedulato fra le 6:00 e le 14:00;
- Pianificato tra le 14:00 e le 22:00;
- Programmato, al massimo, per 10 ore non consecutive, suddivise in non più di tre giorni alla settimana. Per tali impiegati, la retribuzione viene assegnata conformemente all’orario lavorativo, non superando il massimo delle ore di lavoro previste settimanalmente. Va sottolineato che il pagamento dell’intero stipendio rimane un obbligo.
Remunerazione per straordinari e riposo
Il lavoro svolto oltre l’orario concordato nel contratto deve essere pagato in questo modo:
- Se le ore extra rientrano nelle fasce di lavoro concordate, verranno sommate alla normale retribuzione;
- Se le ore extra vengono svolte fuori dalle fasce di lavoro concordate, la retribuzione dovuta sarà quella oraria complessiva ricalcolata con l’aggiunta della percentuale prevista per il lavoro
Implicazioni di un periodo di prova straordinario.
Ogni lavoratore residente ha il diritto di godere di almeno 11 ore di riposo consecutive al giorno. Nel caso l’orario di lavoro giornaliero non rientri interamente entro le fasce orarie tra le 6.00 e le 14.00 o tra le 14.00 e le 22.00, è prevista una pausa intermedia non pagata, di solito durante le ore pomeridiane, di non meno di 2 ore di vero e proprio riposo.
Recuperi e doveri personali
È possibile effettuare la ripresa consensuale a regime normale di eventuali ore non lavorate, fino a un massimo di 2 ore al giorno. L’operaio dovrebbe dedicare tempo al di fuori dell’orario di lavoro per prendersi cura delle proprie cose personali, esclusi i doveri di servizio.
Articolo 10 – Trattato Internazionale
1. È necessario che ogni Stato Membro adotti politiche che garantiscano l’uguaglianza di trattamento tra domestici e tutti gli altri lavoratori, in riferimento alla durata standard del lavoro, il pagamento per il lavoro straordinario, i tempi di riposo giornaliero e settimanale e le ferie pagate ogni anno, in conformità alla legislazione nazionale o ai contratti collettivi,
Considerazioni sui lavori casalinghi
Considerando le peculiarità dei lavori domestici, è necessario prestare attenzione a determinate norme. Prima tra tutte, il riposo settimanale che dovrebbe durare un minimo di 24 ore consecutive.
Disponibilità ed orari di lavoro
Occorre considerare le ore in cui i lavoratori domestici non possono usufruire liberamente del proprio tempo, in quanto reperibili per le esigenze della famiglia, come orario di lavoro. Questo aspetto è regolato dalla legge del paese, dagli accordi di categoria o da qualunque altro strumento in linea con le usanze del paese.
Giudizio della Corte di Giustizia Europea
In merito agli orari di lavoro, la Corte di Giustizia Europea ha espresso una sentenza, identificata con il codice C-531/23. Questa ha stabilito l’incompatibilità con il diritto europeo di una prassi o una
legge nazionale che esenti i datori di lavoro domestico dall’obbligo di creare un sistema per misurare la durata dell’orario di lavoro dei propri dipendenti domestici. Tale esenzione priva i lavoratori della possibilità di determinare in modo verificabile ed obiettivo il numero di ore lavorate e la loro distribuzione temporale.
Questa decisione solleva questioni sulla compatibilità della legislazione nazionale, in cui manca un

dovere complessivo di registrazione dell’orario di lavoro, con il normativo europeo (Direttiva 2003/88).
Lavoro notturno
Si definisce ‘lavoro notturno’ quello effettuato tra le 22.00 e le 6.00 (articolo 14 Ceni). Per questa tipologia di lavoro è previsto un incremento del 20% del compenso orario. Se eseguito oltre l’orario di lavoro regolare, viene considerato lavoro extra notturno e viene retribuito con un incremento del 50%.
Questa norma non si applica ai lavoratori assunti specificatamente per eseguire servizi discontinui notturni di assistenza alla persona o per prestazioni di presenza notturna. L’impiego di minori in orari notturni è proibito, eccezion fatta in caso di emergenza (articolo 26 Ceni).
Lavoro straordinario
Il datore di lavoro può richiedere una prestazione lavorativa che vada oltre l’orario stabilito.
Condizioni per il Lavoro Notturno
Se è necessario un servizio serale, si richiede una notifica anticipata di almeno 24 ore, ad eccezione delle situazioni urgenti o inaspettate. Questo tipo di lavoro sarà adeguatamente ricompensato (riferimento articolo 15 Ceni).
Sistema di Calcolo delle Retribuzioni
Il supplemento salariale viene determinato sul compenso complessivo effettivo, includendo salario orario, rimborsi per cibo ed alloggio, ed ogni altro tipo di pagamento continuativo, che può essere sia in contanti che in beni, e non considerato come un dono. Il lavoro che eccede le 40 ore ma rimane entro le 44 ore settimanali, eseguito tra le 6:00 e le 22:00, viene ricompensato con un aumento del 10% sul monte salariale orario.
Diritti del Lavoratore
Il dipendente ha diritto a negarsi di lavorare solo se c’è una valida ragione di impedimento. Durante situazioni d’emergenza, gli impegni effettuati durante i periodi di riposo, sia notturno che diurno, vengono considerati con normalità (ovvero, sono remunerati con la retribuzione normale) e causano soltanto un’estensione del periodo di riposo. Queste circostanze devono essere assolutamente sporadiche e impreviste.
Limitazioni sul Lavoro Straordinario
Pur non esistendo un limite massimo di ore straordinarie stabilito dalle leggi lavorative nazionali, è ragionevole pensare che queste non dovrebbero intaccare il periodo di riposo settimanale o notturno.
Controversie Sul Lavoro Straordinario
Se dovesse nascere una disputa, l’onere della prova che il lavoro extra sia stato correttamente

compensato ricade sul datore di lavoro, mentre il lavoratore deve dimostrare di aver effettivamente svolto il lavoro straordinario.
Domande Frequenti
Come si determina l’importo del supplemento per le ore straordinarie?
Viene calcolato sulla retribuzione totale, varia in base all’orario in cui il lavoro extra viene svolto o se viene effettuato in un giorno di festa.
Riposo e Feste per il personale Convivente
Per i lavoratori interni, è stabilito un periodo di riposo di almeno 11 ore consecutive nell’arco.
Orario di Lavoro e Pausa
Nell’ambito della stessa giornata lavorativa, se l’orario del lavoratore non si inserisce completamente tra i limiti di 6.00 – 14.00 o 14.00 – 22.00, viene concessa una pausa intermedia non pagata, solitamente pomeridiana, non meno di due ore effettive di riposo (in riferimento agli articoli 7, 8 e 9 della legge 339/1958; e gli articoli 13,14 e 16 Ceni). Consensualmente, è possibile recuperare le ore di lavoro perse in un limite massimo di due ore al giorno.
Riposo Settimanale
Il normale giorno di riposo settimanale, che di solito coincide con la domenica, equivale a una giornata lavorativa completa o a due mezzogiorni lavorativi, uno dei quali deve essere la domenica.
Secondo quanto previsto dai contratti collettivi, per i lavoratori che convivono, sono richieste 36 ore di riposo, da distribuire in generale così: 24 ore la domenica e le rimanenti 12 ore assegnate in un giorno lavorativo stabilito tra le parti.
In quest’ultimo caso, il numero di ore lavorative non deve superare la metà di quelle di una tipica giornata lavorativa. Le eventuali ore lavorate nelle 12 ore di riposo non domenicale (se non trascorse in un altro giorno nella stessa settimana diverso da quello concordato) saranno retribuite con un incremento salariale del 40%.

Per i lavoratori non conviventi, il riposo settimanale di 24 ore è normalmente la domenica.
Il riposo settimanale domenicale è inalienabile. Solo per necessità impellenti non altrimenti rimediabili, è concesso un periodo di riposo equivalente, non pagato, durante il giorno successivo per le ore lavorate la domenica. Inoltre, le ore lavorate saranno compensate con un aumento del 60% sul salario.
Considerazioni Religiose
Se un lavoratore segue una fede religiosa che prevede il giorno sacro diversamente dalla domenica, le parti possono concordare sull’alternativa con gli stessi effetti contrattuali.
Remunerazione delle festività per i lavoratori domestici
Per gli impiegati nel settore della domesticità, le giornate festive sono retribuite allo stesso modo dei lavoratori in generale. Considerando un rapporto di lavoro basato sulle ore, la paga per le festività è calcolata secondo il normale stipendio orario, proporzionato a un sesto delle ore settimanali. Qualunque festività che ricade nell’intervallo di tempo considerato deve essere retribuita, a prescindere dalla programmazione del lavoro in queste giornate. Se il lavoro viene svolto durante un giorno festivo, la retribuzione sarà incrementata del 60%.
Se le festività cadono di domenica, il lavoratore avrà la possibilità di recuperare il riposo in un altro giorno o di ricevere un pagamento equivalente a 1/26 del salario mensile totale.
ESEMPIO 1:
Prendendo in considerazione una colf full-time con un salario mensile totale di € 1.000,00, non ci saranno retribuzioni aggiuntive nel caso in cui si goda la festività. Se la giornata festiva coincide con la domenica, l’impiegata avrà diritto a un riposo compensativo o al pagamento di 1/26 del suo salario, ovvero € 38,46.
ESEMPIO 2
Supponendo una colf part-time con un orario di 20 ore settimanali e un salario orario di € 8,00, qualsiasi festività goduta sarà retribuita al tasso orario standard, proporzionato a 1/6 delle ore settimanali lavorate. Il calcolo sarà quindi il seguente: 20 : 6 x 8,00 = € 26,66
Determinazione del periodo di ferie
La decisione sul periodo di ferie è stabilita dalla legge specifica sul lavoro domestico, che ne stabilisce i limiti minimi in base al ruolo e agli anni di servizio (articolo 10 della legge 339/1958; articolo 17 Ceni). Questa regolamentazione può essere superata da condizioni più favorevoli fornite dai contratti collettivi e, in ogni caso, dalle regole generalmente applicate ai lavoratori che

prevedono un diritto a 4 settimane di riposo all’anno.
La fruizione delle ferie, solitamente di natura continua, è un diritto inalienabile. Ceni definisce in 26 giorni lavorativi il periodo annuale di ferie.
Regolamenti delle Vacanze
Le ferie, che vanno dal lunedì al sabato, non includono domeniche e feste infrasettimanali. Questi ultimi, infatti, si sommano invece al totale del periodo di riposo annuale. Tutti i lavoratori hanno diritto a questi 26 giorni di ferie annuali, indipendentemente dalla periodicità e dalla durata del lavoro.
Rispetto della Retribuzione
I lavoratori con paga mensile ricevono la loro retribuzione usuale, senza alcuna deduzione. Al contrario, coloro che sono retribuiti su base oraria ricevono un pagamento equivalente a 1/6 del loro orario settimanale per ogni giorno di ferie utilizzato.
Frazione delle Ferie
Le vacanze possono essere divise in al massimo due intervalli all’anno, a condizione che vi sia un accordo reciproco tra i datori di lavoro e i dipendenti e che tali divisioni non compromettano la finalità del periodo di riposo, ossia la rigenerazione fisica e psicologica del lavoratore. Di conseguenza, non si possono spezzare le ferie in giorni singoli, e il dipendente ha il diritto di declinare un periodo di ferie inefficace nel fornire un adeguato riposo annuale.
Condizioni Salariali durante il Periodo di Ferie
Durante il periodo di ferie, il salario giornaliero di un lavoratore corrisponde a 1/26 del loro stipendio mensile complessivo. Coloro che ricevono benefits quali vitto e alloggio riceveranno un compenso alternativo concordato durante le ferie. Tuttavia, le ferie non possono essere usufruite durante i periodi di preavviso, malattia o infortunio.
Malattia durante le Ferie
Nel caso di malattia manifestatasi durante il periodo di vacanza, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 616 del 30 dicembre 1987, ha decretato che le ferie vengono sospese e riprenderanno successivamente, tenendo conto delle esigenze del datore di lavoro, dei diritti del lavoratore e della presenza di un certificato medico che confermi la condizione di malattia. Qualora insorga una malattia, le ferie vengono interrotte qualora queste non garantiscano il ristoro e il recupero fisico e psichico del lavoratore (Cassazione 26 giugno 1998, n. 6345).
Periodo Minimo
La durata minima delle vacanze deve essere di almeno due giorni.
Procedure di Accumulo e Gestione delle Ferie
Durante l’anno di accumulo, le ferie possono estendersi per diverse settimane, incrementando di

almeno due settimane durante il periodo dei giorni lavorativi 18 mesi seguenti. Questa regola non è applicabile per il lavoratore straniero che richiede un periodo di vacanza prolungato per un ritorno temporaneo alla patria. Nel caso specifico, è previsto un accumulo di ferie per un massimo di due anni.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di impostare il periodo di riposo da giugno a settembre in base alle esigenze del lavoratore e dell’impresa, mantenendo aperta l’opzione di un accordo diverso tra datore di lavoro e dipendente.
In caso di licenziamento o dimissione, o quando l’inizio del periodo di ferie coincide con un anno di lavoro non raggiunto, saranno accordati al lavoratore così tanti dodicesimi del periodo di riposo quanto sono i mesi di servizio effettivo. Le frazioni di anno vengono calcolate in dodicesimi per determinare il periodo di maturazione delle ferie.
Congedo Matrimoniale
È concesso ai lavoratori domestici di tutte le categorie un periodo di riposo remunerato consecutive al matrimonio (articolo 15 legge 339/1958; articolo 24 Ceni). Il lavoratore ha diritto alla normale retribuzione in denaro e al beneficio di vitto e alloggio, se applicabile.
La retribuzione per il congedo matrimoniale sarà erogata alla presentazione della documentazione che dimostra il matrimonio. Durante l’assenza per il matrimonio, l’anzianità di servizio prosegue normalmente. Il licenziamento del lavoratore contemporaneamente al matrimonio è legittimo, purché venga rispettato il preavviso.
Il dipendente ha l’opzione di prendere il congedo matrimoniale non in concomitanza con la data delle nozze, purché entro un anno dalla data del matrimonio, e a condizione che il matrimonio sia contratto durante l’occupazione.
Relazioni lavorative e diritti delle parti
Nessun diritto di ricevere un risarcimento sostitutivo esiste nel caso un impiegato si dimette senza aver usufruito del suo periodo di congedo.

Assicurazione per incidenti sul lavoro
I lavoratori domestici sono coperti dall’assicurazione contro gli incidenti sul lavoro fornita dall’Inail, come stabilito dall’articolo 29 del Ceni.
La rata dell’assicurazione è riscossa dall’Inps in concomitanza con i contributi pensionistici.
Diritti di permanenza sul lavoro
Ad ogni lavoratore domestico è assicurato, una volta concluso il periodo di prova, il diritto di mantenere il proprio incarico per un numero di giorni proporzionale all’anzianità di servizio acquisita presso il medesimo datore di lavoro. Questi periodi di permanenza sono calcolati sulla base dell’anno solare, definito come l’intervallo di 365 giorni a partire dall’evento.
Tutti i lavoratori hanno diritto al trattamento economico riportato, a prescindere dall’anzianità di servizio e dal numero di ore lavorative.
Procedure in caso di infortunio sul lavoro
Per far sì che l’Inail corrisponda al lavoratore l’indennità prevista, il datore di lavoro è tenuto a segnalare l’incidente all’Inail utilizzando un modulo specifico, esclusivamente attraverso il canale online:
- entro 24 ore in caso di incidenti mortali o potenzialmente tali, utilizzando qualsiasi sistema che ne garantisca l’invio;
- entro 2 giorni dopo la ricezione del certificato medico per incidenti che non guariranno entro 3 giorni;
- entro 2 giorni dopo la ricezione del certificato di estensione per incidenti inizialmente previsti per guarire entro 3 giorni, ma che non si sono risolti. Nota bene: Non esiste l’obbligo di notificare all’Inail incidenti sul lavoro che comportano un’assenza di massimo tre giorni, non incluso il giorno dell’evento, anche se si tratta di incarichi occasionali.
Prestazioni previste per i lavoratori domestici che subiscono infortuni sul lavoro
Le seguenti prestazioni sono fornite dall’Inail al lavoratore domestico che ha subito un infortunio sul lavoro:
- indennità giornaliera per inabilità temporanea;
Considerazioni sui lavori casalinghi - reddito per inabilità permanente.
Benefici e responsabilità lavoro-pensione
- Pensione permanente di assistenza personale
- Pagamento unico in caso di decesso e una rendita per i sopravvissuti
- Rimborso per le cure mediche, inclusi gli esami clinici e chirurgici
- Consegna di apparecchi di protesi secondo la necessità
Nota importante: Dal 22 marzo 2016, i datori di lavoro non sono più obbligati a riferire alle autorità di pubblica sicurezza gli incidenti sul lavoro, sulla base della località dell’incidente (Questura nelle città-district, Sindaco in tutte le altre circostanze). L’obbligo rimane solo per incidenti fatali o quelli con una prognosi di oltre 30 giorni.
Caso di malattia
Se un lavoratore (riferito all’articolo 27 CENI), siano essi conviventi o non conviventi, cade malato, essi avranno diritto a:
- Ripristino del loro posto di lavoro, superando il periodo di prova, per lo stesso lasso di tempo considerato in caso di incidente sul lavoro. Nel caso di malattie gravi, come il cancro, confermato dalla ASL competente, questi periodi vengono estesi del 50%
- Dopo i primi tre giorni consecutivi, al 50% della retribuzione globale, seguita dal 100% per i giorni successivi, come specificato nella “Schema 3”. Deve essere incluso qualsiasi compenso convenzionale sostitutivo previsto per vitto e alloggio, a meno che il lavoratore malato non sia ospedalizzato o presso l’abitazione del datore di lavoro
- Il tempo di manutenzione del lavoro dovrebbe essere calcolato annualmente, considerando un lasso di 365 giorni che può cadere tra due anni civili
Nota: L’INPS non prevede alcun indennizzo. In caso di malattia, il lavoratore è tenuto a informare il

datore di lavoro entro l’ora stipulata per l’inizio del lavoro, a meno che non siano presenti motivi di forza maggiore o ostacoli oggettivi. L’assenza per malattia deve essere autenticata da un certificato medico, che indica il periodo di probabile incapacità di lavoro, che il lavoratore deve consegnare o spedire tramite raccomandata al datore di lavoro entro due giorni.
Informazioni sui Certificati Medici
Comunicazione e Invio del Certificato Medico
Fornire il codice specifico contenuto nel documento medico, insieme alla data di rilascio e alla durata prevista della malattia, è equiparabile all’invio completo di tale documentazione. Questo deve essere fatto entro un determinato periodo dalla data di emissione del certificato.
Per i lavoratori che vivono insieme, l’invio del certificato medico non è obbligatorio a meno che non sia richiesto esplicitamente dal datore di lavoro o che la malattia non insorga durante periodi di assenza dal luogo di residenza come le vacanze.
Se l’insorgenza della malattia avviene durante il periodo di prova o di preavviso, questo periodo viene momentaneamente interrotto.
Regolamentazione sulla Maternità
Protezione delle Donne Lavoratrici in Stato di Gravidanza
Per le impiegate domestiche, si applicano le normative legali (articolo 25 Ceni) che tutelano le donne in gravidanza.
Le donne non possono essere impiegate per lavorare:
- nei due mesi precedenti alla data prevista del parto;
- durante il periodo tra la data prevista e quella reale del parto;
- nei tre mesi successivi alla nascita;
- durante i giorni non utilizzati prima del parto, se il parto avviene prima della data prevista. Questi giorni si aggiungono al congedo di maternità post-parto, anche se la somma dei periodi delle sezioni a) e c) supera i cinque mesi totali.
Mantenendo la durata totale del congedo di maternità (5 mesi), la lavoratrice può decidere di iniziare il congedo nel mese precedente la data prevista del parto, estendendolo ai quattro mesi successivi al parto, a condizione che lo specialista del Ssn approvi.
La lavoratrice ha anche la possibilità di astenersi dal lavoro solo dopo la nascita (nei 5 mesi successivi) se lo specialista del Ssn o un medico associato e il medico del lavoro confermano che questa opzione non mette a rischio la sua salute.
Protezione della futura madre e del neonato
Ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1.1, del D.Lgs. 151/2001, si presta grande attenzione alla tutela

della donna in stato di gravidanza e dell’infante non ancora nato. Per l’approvazione delle applicazioni di flessibilità, è indispensabile che ogni certificazione sanitaria riporti una data che non sia oltre la fine del settimo mese gestazionale (come indicato dal messaggio Inps del 22 maggio 2008, n. 11621).
Astensione anticipata dal lavoro
È possibile contemplare l’astensione anticipata se la donna incinta è impiegata in mansioni pesanti o pericolose per la gravidanza, o se lo stato di salute la richiede. Non ha diritto al periodo di riposo facoltativo, né a nessun indennizzo. La richiesta di congedo di maternità deve essere inoltrata sia al datore che all’Inps.
Regole per il congedo di maternità
Per quanto riguarda le regole del congedo di maternità, i periodi di riposo devono essere inclusi nell’anzianità lavorativa a tutti gli effetti, inclusi quelli legati all’assegno natalizio e alle vacanze. I giorni di ferie e altre possibili assenze non possono coincidere con il periodo di congedo.
Protezione legale dalla gravidanza al congedo
Da verificazione dei certificati sanitari per la gravidanza fino alla conclusione del riposo obbligatorio, non può essere licenziata la lavoratrice, a meno di giuste motivazioni. Qualsiasi dimissione presentata durante questo lasso di tempo non avrà alcuna validità se non esplicata per iscritto e legittimata secondo la legge 92/2012.
Politica di assenza e dimissioni
Se non sono fornite giustificazioni entro 5 giorni, a meno che non si presentino circostanze di forza maggiore, queste situazioni vengono considerate come un motivo valido per il licenziamento. Se la lavoratrice si dimette volontariamente durante il periodo in cui è previsto il divieto di licenziamento, non è obbligata a dare preavviso.
Indennità economica
Per quanto riguarda le compensazioni economiche, le lavoratrici possono richiedere un compenso giornaliero, che l’Inps è tenuto a fornire sulla base dell’80% del salario orario pattuito sul quale sono versati i contributi. Di conseguenza, l’indennità di maternità è erogata direttamente dall’Inps.
Indennità Inps per i lavoratori domestici
La prestazione economica è erogata direttamente dall’Inps e non dal datore di lavoro. Nel calcolo di quest’indennità, solamente il lavoro svolto nel settore domestico è considerato.
A differenza degli altri impiegati, che usufruiscono della tutela economica dal primo giorno di impiego, i lavoratori domestici possono avere accesso a tale prestazione se il seguente criterio è soddisfatto:
- Avere versato, o dovuto versare, 52 contributi settimanali (pari a un anno) nei 24 mesi antecedenti l’assenza obbligatoria. Questo é valido anche se i contributi sono stati accumulati in
Lavoro notturno settori diversi dal lavoro domestico;
- Oppure, come seconda opzione, aver versato o dovuto versare almeno 26 contributi settimanali nei 12 mesi antecedenti l’assenza obbligatoria, ancora una volta anche in settori differenti dal lavoro domestico.
Per quanto riguarda le questioni pensionistiche, durante i periodi di congedo maternità, è previsto l’accredito figurativo dei contributi, a patto che ci sia un contratto di lavoro attivo, indipendentemente dall’anzianità contributiva.
Permessi e Assenze
Secondo il contratto collettivo (gli articoli 19, 20 e 43 del Ceni), é concesso il diritto a permessi retribuiti esclusivamente per visite mediche certificate, a condizione che queste abbiano luogo almeno parzialmente durante l’orario di lavoro.
- Sia i lavoratori conviventi che i lavoratori non conviventi hanno la possibilità di prendere permessi non retribuiti solo con il consenso reciproco tra le parti. In questo scenario, il lavoratore non guadagna l’indennità sostitutiva del vitto e dell’alloggio.
- In aggiunta, il dipendente ha diritto a 3 giorni di permesso retribuito in caso di tragedia familiare riguardante familiari conviventi o parenti fino al secondo grado.
- Il padre lavoratore ha diritto a 2 giorni di permesso retribuito in caso di nascita di un figlio.
Ai lavoratori che fanno parte delle strutture dirigenziali dei sindacati firmatari del Ceni, è garantito il diritto a 6 giorni di permesso retribuito durante l’anno. Il lavoratore deve informare il datore di lavoro di questa intenzione almeno 3 giorni in anticipo, presentando la richiesta del permesso necessario.
Diritti dei lavoratori all’educazione continua
Impiegati permanenti e a tempo pieno, con un periodo di impiego di almeno sei mesi dal datore di lavoro, possono beneficiare di un massimo di 40 ore l’anno di permesso pagato per partecipare a corsi di formazione per assistenti di casa o operatori familiari. Per i lavoratori stranieri, questo vale anche per la formazione necessaria per la rinnovazione dei permessi di soggiorno. La partecipazione a programmi di formazione approvati dall’agenzia Ebincolf aumenta il tempo permesso a 64 ore all’anno.
Gestione delle assenze ingiustificate
Le assenze non motivate (articolo 22 Ceni), se non giustificate entro cinque giorni e senza ragioni di forza maggiore, possono portare al licenziamento. In questo caso, la lettera di contestazione e quella di un eventuale licenziamento successivo devono essere mandate all’indirizzo indicato nel contratto di assunzione.
Permesso per le donne esposte alla violenza
L’impiegata che è parte di un percorso di protezione dalla violenza (articolo 21 Ceni), attestato dal comune di residenza o da centri specializzati o rifugi, ha diritto a un congedo dal lavoro che può durare fino a tre mesi, se necessario per il percorso di protezione. Il lavoratore deve informare il datore di lavoro almeno una settimana prima, fornendo il certificato di partecipazione al programma di protezione. Durante questo tempo, la lavoratrice riceverà un’indennità uguale all’ultimo stipendio, pagata direttamente dall’INPS, con le stesse modalità utilizzate per la maternità. Inoltre, il periodo di permesso è coperto da contributi figurativi.
Spostamento lavorativo
Secondo la regolamentazione stipulata nell’articolo 32 del Ceni, è necessario che il datore di lavoro comunichi per via scritta, almeno quindici giorni prima, l’eventuale trasferimento del dipendente ad un diverso comune.
Il lavoratore ha diritto a ricevere:
- Nel corso dei primi quindici giorni di lavoro nella nuova località, un indennizzo giornaliero corrispondente al 20% del salario totale effettivo per quel periodo.
- Il rimborso delle spese relative al viaggio e al trasporto dei suoi beni personali, a meno che il datore di lavoro non si prenda carico di queste spese direttamente.
Se il preavviso di quindici giorni non viene rispettato dal datore di lavoro, il dipendente che rifiuta il trasferimento ha diritto a un’indennità sostitutiva del preavviso.
Condizioni per la Trasferta
In base all’articolo 33 del Ceni, il lavoratore coabitante, su richiesta del datore di lavoro, è obbligato a spostarsi per trasferte o a seguire il datore di lavoro o la persona cui deve assistenza in spostamenti temporanei in un altro comune o residenze secondarie. Durante la trasferta, il dipendente ha comunque diritto ai giorni di riposo settimanale.
Riguardo ai costi della trasferta, il lavoratore ha diritto:
- Al rimborso delle spese sostenute
- A un indennizzo giornaliero pari al 20% della retribuzione minima giornaliera prevista dal
Diritti del Lavoratore contratto, valido per tutti i giorni di trasferta o di soggiorno temporaneo, tranne nel caso quest’obbligo sia stato già definito nella lettera di assunzione.
Dettagli sulla Contrattazione Internazionale – Articolo 8
La normativa nazionale deve prevedere che i lavoratori casalinghi migranti, assunti in un Paese per svolgere un lavoro domestico in un altro Paese, ricevano un contratto di lavoro per iscritto o una proposta di lavoro valida nel Paese in cui il lavoro sarà svolto. Tale documento deve esplicitare le condizioni del lavoro, come previsto dall’articolo 7, prima che il lavoratore attraversi il confine nazionale per svolgere il lavoro per cui è stato assunto.



