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Lavoratori domestici stranieri

Lavoratori domestici stranieri
Indice dei contenuti

Registrare Lavoratori domestici stranieri provenienti dall’interno e dall’esterno dell’UE

Diverse norme governano l’impiego di personale domestico straniero, variando se stiamo parlando di individui provenienti da nazioni dell’Unione Europea (UE) o da paesi non appartenenti all’UE (secondo Dlgs 30/2007, Dlgs 286/1998 e Dpr 394/1999).

Stati Membri dell’UE

Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Lavoratore domestico
Lavoratore domestico

Dal primo giorno di febbraio 2020, il Regno Unito si è ufficialmente ritirato dall’UE (articolo 50, Trattato Ue, meglio noto come Brexit). La fase di transizione, durante la quale le normative europee rimanevano in vigore per i lavoratori, è terminata il 31 dicembre 2020.

I residenti dei paesi dell’UE possono liberamente varcare le frontiere all’interno dell’UE, perciò possono anche venire in Italia, e risiedervi per lavorare, rispettando sempre le leggi locali. Un documento di identità valido per viaggiare all’estero è l’unico requisito per entrare e rimanere in Italia per un periodo fino a 3 mesi.

Se il soggiorno in Italia dovesse superare i tre mesi, l’impiegato deve richiedere l’iscrizione all’anagrafe residenti nel Comune in cui vive, producendo la documentazione specificata dalla legge. Un soggiorno legale e ininterrotto di 5 anni sul suolo italiano permette di ottenere il diritto di residenza permanente.

I cittadini dell’UE con diritto di residenza in Italia possono essere impiegati utilizzando le procedure standard e il rapporto lavorativo è completamente disciplinato dalle leggi italiane, comprese questioni legate alla previdenza sociale e all’assicurazione.

Per gli operai provenienti da nazioni non facenti parte dell’UE è necessario fare una distinzione tra quelli che già risiedono legalmente in Italia e quelli che devono ancora ottenere un permesso di soggiorno per lavoro

Regolamentazioni riguardanti Lavoratori domestici stranieri che vivono fuori dall’Italia

Soggetti che vivono all’estero possono essere considerati per un’assunzione. Gli individui già residenti in Italia e in possesso di un permesso di soggiorno valido per l’impiego usufruiscono delle

Lavoratore extracomunitario
Lavoratore extracomunitario

stesse regole applicate ai lavoratori italiani. I permessi di soggiorno accettabili includono quelli emessi per il lavoro non stagionale, ragioni familiari, motivi di studio (quest’ultimo compatibile con un impiego part-time con un limite di 20 ore settimanali), asilo politico, cause umanitarie e tutela sociale.

A partire dal 15 novembre 2011, i datori di lavoro domestici che vogliono assumere individui stranieri che risiedono regolarmente in Italia non sono più obbligati a compilare il “modello Q” anch’esso noto come contratto di soggiorno. Le disposizioni previste nel modello Q, come il dovere di garantire un alloggio adeguato e coprire i costi di viaggio nel caso di ritorno del lavoratore nel paese di provenienza, sono già comprese nella notifica obbligatoria di assunzione. Questa deve essere inviata all’Inps entro le 24 ore precedenti l’inizio del rapporto lavorativo (Circolare del Ministero del Lavoro, 28 novembre 2011, n. 4773).

Prospettive per i lavoratori stranieri non residenti

Se si desidera assumere un lavoratore privo di permesso di soggiorno con un contratto di lavoro

Lavoratore straniero
Lavoratore straniero

domestico, prima di tutto si deve tenere in conto che l’assunzione non è senza restrizioni, ma è soggetta a vincoli numerici e all’adempimento di una metodologia specifica. Questa comprende, come prima misura, l’accertamento di non avere già lavoratori disponibili all’interno del territorio nazionale qualificati a occupare la posizione proposta (art. 22 Dlgs 286/1998; Dpr 394/1999; DI 145/2024).

Inoltro di richiesta al Centro per l’impiego

Il datore di lavoro è tenuto a inviare una richiesta al rispettivo Centro per l’impiego. Questo viene fatto compilando il modulo “Richiesta di personale per la verifica di indisponibilità di lavoratori presenti sul territorio nazionale” concepito dal Ministero del Lavoro (Non più da Anpal a partire dal 1° marzo).

Verifica del Centro per l’impiego

Il processo di verifica si ritiene concluso negativamente se si verifica uno dei seguenti scenari:

  • L’Ufficio del Lavoro non fornisce, nel giro di 8 giorni lavorativi dalla richiesta, candidati adatti;
  • L’applicante suggerito dall’Ufficio del Lavoro non è adatto per il lavoro richiesto;
  • Il candidato selezionato non si presenta, senza un valido motivo, all’intervista di selezione, oltre 20 giorni lavorativi dalla data di richiesta all’Ufficio del Lavoro.

L’occorrenza di almeno una di queste situazioni deve essere asseverata dal datore di lavoro mediante

Contratto di soggiorno
Contratto di soggiorno

autocertificazione da allegare alla successiva richiesta di autorizzazione al lavoro.

Presentazione di autorizzazione al lavoro

Dopo la verifica all’Ufficio del Lavoro, il datore di lavoro può iniziare la domanda di autorizzazione al lavoro elettronicamente, attraverso il Portale Servizi Ali del Ministero dell’Interno.

Limiti di richiesta nel 2025

Nel 2025, i datori di lavoro privati hanno il diritto di presentare un massimo di tre domande di autorizzazione al lavoro. Questo limite però non è valido per le applicazioni fatte da organizzazioni padronali di categoria. Per l’anno 2025, i datori di lavoro che desiderano presentare una richiesta di autorizzazione al lavoro possono iniziare con la “compilazione preliminare della domanda”, un’iniziativa innovativa introdotta dal DI 145/2024.

Obiettivo della precompilazione

Questo passo mira a semplificare e velocizzare l’invio delle applicazioni durante i “click day”, giorni speciali designati ogni anno dal Ministero del Lavoro per l’invio delle domande. In passato, queste giornate erano associate a un traffico eccessivo sul portale, con conseguenti ritardi e rischi di interruzioni del servizio. La precompilazione cerca di alleviare la pressione sul sistema informatico, garantendo maggiore efficienza e accessibilità per tutti gli utenti.

Prima di inoltrare la richiesta per il nulla osta, è necessario che il datore di lavoro abbia ricevuto un’asseverazione che conferma l’adesione alle regolamenti riguardanti l’impiego dei lavoratori stranieri. Questo controllo è compito dei consulenti del lavoro e dei commercialisti, a seguito del rispetto del dovere di informare gli ispettori del lavoro.

L’asseverazione non è richiesta se il nulla osta viene richiesto dalle organizzazioni di datori di lavoro

Lavoratori domestici stranieri in Italia
Lavoratori domestici stranieri in Italia

che detengono una rappresentatività significativa a livello nazionale, le quali hanno firmato un accordo con il Ministero del Lavoro che garantisce l’osservanza dei prerequisiti oggetto dell’asseverazione da parte dei propri iscritti.

Passaggi per sottomettere la richiesta

Per presentare la richiesta, il datore di lavoro, come stabilito dall’articolo i, comma i, lettera e, del DI 145/2024, deve disporre di un’indirizzo PEC e registrarlo nel database INI-PEC per le entità giuridiche obbligate all’iscrizione nel Registro delle Imprese e INAD per le persone fisiche e le entità giuridiche non soggette alla registrazione precedentemente citata.

La registrazione dell’indirizzo PEC nei database è fondamentale poiché si considera come domicilio elettronico del richiedente, in accordo con l’articolo 47 Cc, per tutte le comunicazioni in arrivo dallo Sportello unico per l’immigrazione (SUI).

Tra la compilazione preliminare e i giorni di invio delle domande, le competenti istituzioni controllano l’autenticità delle affermazioni fornite dagli utenti, seguendo quanto stabilito dall’articolo 71 del DPR 445/2000.

In caso di riscontro positivo, il datore di lavoro o il rappresentante legale riceverà un codice di attivazione presso il proprio indirizzo PEC. Per le società registrate, il codice sarà inviato all’indirizzo Ve nei database Ini-Pec o Inad, mentre per i datori di lavoro persone fisiche sarà utilizzato l’indirizzo PEC registrato nel database INAD.

Soggiorno per lavoro
Soggiorno per lavoro

Questo codice permette l’accesso alla richiesta di interesse e l’Inail, insieme all’agenzia delle entrate, procederà con l’esecuzione delle relative operazioni.

Monitoraggio delle normative stabilite dal Ceni e adeguamento delle richieste formulate

E’ stata implementata una verifica per assicurare l’adeguamento alle norme delineate dal Ceni e la pertinenza delle richieste fatte. Questa verifica tiene in considerazione gli aspetti delineati nell’articolo 24-bis, comma 2, Tui. I risultati di tali controlli verranno comunicati allo Sportello unico in fase di esame.

Nei giorni designati come ‘click days’, i datori di lavoro hanno la possibilità di trasmettere formalmente le proprie istanze. Nel caso in cui la richiesta non possa essere inquadrata nella quota disponibile rispetto all’ordine temporale, il datore potrà vedere sul portale Ali la frase: “La tua pratica al presente non rientra nella quota”.

Requisiti necessari per la richiesta

Oltre ad essere limitata da fisso numero, la richiesta deve soddisfare le seguenti necessità:

  1. Requisiti personali
  2. Capacità finanziaria del datore di lavoro
  3. Offerte di lavoro valide in Italia, vale a dire con garanzia di un reddito adeguato
  4. Garanzia di alloggio appropriato in Italia
  5. Presa in carico da parte del datore di lavoro dei costi di un eventuale ritorno del lavoratore nel suo paese di origine.

Condizioni predisponenti per la richiesta

a) Requisiti personali – Il datore di lavoro non dovrebbe essere stato perseguito o giudicato

Lavoro subordinato
Lavoro subordinato

colpevole di crimini come rapine, furti, estorsioni ecc. per i quali è prevista la possibilità di un arresto immediato o discrezionale (articoli 380 e 381 Cpp) o per crimini in relazione all’aiuto all’immigrazione illegale, lo sfruttamento della prostituzione o su questioni di droga.

Il DI 145/2024 (convertito con emendamenti nella legge 187/2024) ha stabilito l’inammissibilità della proposizione presentata da un datore di lavoro al quale sia stato emesso un decreto giudiziario per i crimini specificati negli articoli 600, 601, 602 e 603-bis Cp o pronunciato un verdetto di condanna non definitivo per tali crimini.

Inoltre, non saranno prese in considerazione le istanze da parte dei datori di lavoro che, nei tre anni precedenti, non hanno adempiuto al contratto di soggiorno necessario tramite i ‘click days’, a meno che non vi siano ragioni al di fuori del loro controllo.

Tali verifiche verranno effettuate in concomitanza con quelle precedenti durante la fase di revisione.

Requisiti dell’immigrato lavoratore

Al fine di garantire la lealtà nelle contrattazioni lavorative, l’immigrato non deve aver mai risentito di un ordine di espulsione in precedenza. L’ordinanza di espulsione comporta l’espulsione dal Paese e l’eventuale incapacità di lavorare per un minimo di tre anni.

Per quanto riguarda la stabilità economica del datore di lavoro, è richiesto un reddito tassabile minimo di 20.000 euro all’anno al di sotto delle regolamentazioni del Decreto Flussi 2023, nel caso in cui l’employer non abbia un nucleo familiare. Per un datore di lavoro che fa parte di un gruppo familiare più ampio, il reddito necessario aumenta a 27.000 euro all’anno.

Nulla osta lavoro
Nulla osta lavoro

Il reddito dell’employer può comprendere anche la retribuzione del coniuge e dei parenti fino al secondo grado di parentela, anche se non convivono, insieme a possibili redditi esonerati come l’indennità di invalidità.

Incremento del reddito richiesto

Se l’employer ha già un lavoratore domestico sotto contratto, l’importo del reddito richiesto aumenta del 50%.

Tuttavia, l’indagine sul reddito non si applica nel caso in cui l’employer abbia presentato una domanda per un lavoratore per la propria assistenza, a causa di malattie o disabilità che limitano la propria autosufficienza.

Redditi minimi richiesti (euro/anno)
Singolo: 20.000 €
Famiglia con più membri: 27.000 €

Sanzioni per lavoro irregolare
Per l’employer che impiega un lavoratore irregolare o con un permesso di soggiorno non valido per lavoro (ad esempio, un visto turistico), o uno scaduto, le pene previste vanno da sei mesi a tre anni di reclusione e una multa di 5.000 € per ogni lavoratore irregolare impiegato.

Le sanzioni crescono da un terzo alla metà se:
– Il numero di lavoratori irregolari supera i tre;
– Se i lavoratori impiegati sono minorenni;
– Se i lavoratori sono sottoposti a condizioni di lavoro inadeguate.

Conseguenze Legali per Gli Sfruttatori

La legge predispone penalità severa per individui che sfruttano stranieri non in possesso di regolare

Regolare permesso di soggiorno
Regolare permesso di soggiorno

permesso di soggiorno, offrendo alloggi in condizioni avverse. Rischiare una pena detentiva da metà anno fino a 3 anni, è la conseguenza per chiunque, con l’intento di ricavare un profitto sleale, metta a disposizione o affitti una proprietà a uno straniero senza permesso di soggiorno, all’atto della stipulazione o del rinnovo del contratto di affitto. Questa violazione può essere definita anche soltanto con lo scambio di ospitalità per servizi lavorativi irregolari e sottopagati.

Condizioni di Lavoro Accettabili

L’importanza della regolamentazione dell’orario lavorativo è sottolineata dal requisito minimo per i lavoratori non residenti di un minimo di 20 ore a settimana, mentre per i caregiver residenti (gradi CS e DS), il minimo orario è di 54 ore settimanali. Per addetti domestici residenti part-time, il minimo richiesto è di 30 ore alla settimana. In tutte le circostanze, il compenso deve essere in accordo con i limiti inferiori determinati dal Ceni.

Idoneità dell’Abitazione offerta

Per gli addetti che avranno un contratto associato al regime di coabitazione, la certificazione di adeguatezza dell’abitazione o la prova dell’applicazione presentata alla municipalità residente è obbligatoria. L’abitazione, che può essere l’abitazione stessa del datore di lavoro, deve conformarsi alle regole regionali sulla residenza pubblica e ai criteri igienico-sanitari definiti dal Ministero della Salute, assicurando un’area sufficiente e la certificazione di conformità degli impianti elettrici e idraulici. L’adeguatezza può essere certificata dal:

  • Ufficio tecnico del Municipio, che rilascia un certificato valido sei mesi;
  • ASL, che fornisce un’opinione sanitaria;

Onere delle Spese di Rientro

Il datore di lavoro ha l’obbligo di coprire i costi del viaggio per il rientro del lavoratore straniero nel suo Paese natio.

Politiche di Immigrazione Lavorativa

Ogni anno, attraverso il denominato comando “flussi”, il Governo specifica le quantità massime di lavoratori stranieri autorizzati ad accedere nel territorio nazionale. Sulla

Firma del contratto di soggiorno
Firma del contratto di soggiorno

base di queste cifre, il nulla osta all’occupazione viene rilasciato. Per il 2025, il limite è fissato a 9.500, specificatamente dedicati a collaboratori e assistenti familiari, ruoli professionali obbligati ad adeguarsi ai salari minimi stabiliti dal Comitato Nazionale per l’Impiego nelle Attività Domestiche (Ceni).

Processo di Domanda

Non solo le organizzazioni, ma anche le singole persone alla ricerca di assistenza possono presentare domanda. Ad esempio, i membri del nucleo familiare dell’assistito o i rappresentanti di abitazioni condivise come comunità religiose, militari, case famiglia o strutture di assistenza handicap, sempre nel pieno rispetto delle regolazioni del Ceni. La retribuzione non deve in ogni caso essere inferiore a 534,41 euro mensili (valore 2024), l’importo stabilito per il sussidio sociale minimo.

Introduzione D.L. 145/2024

Inoltre, il Decreto Legislativo 145/2024 propone, in modalità sperimentale per l’anno 2025, un’aggiunta di 10.000 permessi di ingresso per lavoratori stranieri destinati alla cura delle persone disabili o degli “anziani avanzati” (età di 80 anni o più). Per la concessione dei nulla osta “extra” sarà necessario l’intervento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, non avendo validità la regola del “silenzio assenso” oltre 60 giorni dalla richiesta di autorizzazione. Le proposte per queste posizioni possono essere presentate solo attraverso le agenzie per il lavoro (Api) o le associazioni datoriali che aderiscono al Ceni del lavoro domestico.

Regole per i Nuovi Lavoratori

Durante i primi 12 mesi di impiego, i dipendenti sono vincolati al lavoro per cui sono stati assunti.

Richiesta del permesso di soggiorno
Richiesta del permesso di soggiorno

Per mutare datore di lavoro è obbligatorio ricevere l’approvazione preliminare dell’ispettorato del lavoro. Al termine del primo anno sarà invece possibile ammettere nuovi contratti di lavoro subordinati, a termine definito o indefinito, a seguito della richiesta di nulla osta allo sportello unico della Prefettura.

Aggiornamento DL 145/2024

Fra le misure recenti del DL 145/2024 è inclusa l’introduzione dell’ obbligo di elezione di un domicilio digitale per il datore di lavoro, e la digitalizzazione del processo di gestione del personale.

 Rivoluzione nel processo di immigrazione lavorativa

Attraverso il nuovo meccanismo, sia il datore di lavoro che il dipendente non avranno più l’obbligo di presentarsi di persona presso lo Sportello unico per l’immigrazione per firmare e inviare il contratto di soggiorno.

Esiste un’integrazione continua tra il sistema informatico attuale e le banche dati di vari organismi come il Ministero dell’Interno e quello del Lavoro, INPS, Camere di commercio, agenzia delle Entrate e Agid. Questo consente un controllo automatico dei dati nelle domande per permessi di lavoro.

Le domande dei datori di lavoro che negli ultimi tre anni non hanno stipulato il contratto di soggiorno richiesto, a meno di circostanze che non erano sotto il loro controllo, non saranno prese in considerazione. Questo è specificato nell’articolo 22, comma 2 ter, Tui.

Anche le richieste dei datori di lavoro che, al momento della presentazione della domanda, si trovino sotto indagine o una sentenza di condanna non definitiva non saranno accolte. Questo vale in particolare per i crimini specificati negli articoli 600, 601, 602 e 603- bis Cp.

Restrizioni sulla fase di valutazione delle domande

Non esiste più la presunzione di accettazione in fase di valutazione per i lavoratori provenienti da

Il datore di lavoro è tenuto a inviare una richiesta al rispettivo Centro per l’impiego
Il datore di lavoro è tenuto a inviare una richiesta al rispettivo Centro per l’impiego

paesi con un rischio elevato di presentazione di domande accompagnate da documenti falsificati o senza i requisiti legali necessari. Per l’anno 2025, i paesi pertinenti sono Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka. Il permesso di lavoro non verrà più rilasciato automaticamente dopo 60 giorni, come previsto per l’occupazione non stagionale.

Condizioni per l’ammissione dei lavoratori extracomunitari

Un lavoratore extracomunitario che vive all’estero può entrare legalmente in Italia per svolgere il suo lavoro solo dopo aver completato la seguente procedura:

  1. Ottenimento del nulla osta al lavoro
  2. Rilascio del visto d’ingresso da parte dell’ambasciata o del consolato italiano
  3. Firma del contratto di soggiorno per lavoro dipendente tra il datore di lavoro e il lavoratore
  4. Concessione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato
  5. Firma di un “contratto di integrazione” tra il lavoratore e lo Stato italiano

Emissione del Nulla Osta

Una volta ricevuta la richiesta attraverso il Portale Ali, lo sportello Unico avvia la raccolta dei giudizi da parte delle autorità competenti per le verifiche necessarie. Se sono presenti i requisiti stipulati e nei limiti dei contingenti di ingresso previsti, l’approvazione per il nulla osta è concessa.

Contemporaneamente, la domanda per l’emissione del visto d’ingresso è trasmessa al ministero degli

Affari Esteri dal portale, che poi la invia alle Ambasciate italiane nel paese di origine o provenienza dell’immigrato.

Dopo l’approvazione della richiesta, il datore di lavoro è obbligato a comunicare con l’impiegato e invitarlo a presentarsi presso il consolato italiano o un’altra ambasciata competente per completare le procedure di richiesta del visto.

Notifica e Conferma del Nulla Osta

Una volta che i controlli sul visto si concludono con successo, l’impresa riceve una notificazione con la richiesta di conferma del nulla osta, destinata al proprio indirizzo PEC e nell’area privatizzata del Portale Servizi Ali.

Secondo il DI 145/2024, il datore di lavoro deve confermare il nulla osta entro una settimana dalla

Presentazione di autorizzazione al lavoro
Presentazione di autorizzazione al lavoro

ricezione della notificazione.

Decisione sul Nulla Osta e Rilascio del Visto

Nel caso in cui la richiesta sia stata inviata attraverso organizzazioni di categoria membri del Protocollo del primo ottobre 2024, la notifica sarà mandata anche all’indirizzo PEC dell’organizzazione. Qualora non venga data una risposta entro il periodo previsto, la richiesta sarà considerata non valida e il nulla osta sarà annullato automaticamente.

Se la conferma è data nei tempi previsti, l’ufficio consolare del paese di residenza o origine dell’impiegato inizierà il rilascio del visto d’ingresso.

Ingresso e Attività Lavorativa in Italia

A questo punto, lo straniero, una volta ottenuto il nulla osta e il visto, ha la possibilità di iniziare a

lavorare sul territorio italiano, anche in assenza del contratto di soggiorno (legge 50/2023, conversione del cosiddetto decreto “Cutro”).

L’impresa avrà la possibilità di discutere con l’impiegato:

– i termini all’interno del contratto di lavoro, comprese le condizioni retributive, l’orario di lavoro e le mansioni assegnate;
– le modalità di regolarizzazione della posizione lavorativa, compreso il completamento delle pratiche necessarie per il rilascio del permesso di soggiorno definitivo;
– eventuali benefit o agevolazioni previste in base alla normativa vigente.

La contrattazione del rapporto di lavoro avviene secondo le direttive del Ceni e le precedentemente citate disposizioni. Inoltre, è mandatorio notificare l’assunzione all’Inps utilizzando il codice fiscale temporaneo, in attesa dell’assegnazione di quello definitivo.

Generazione del codice fiscale temporaneo

La circolare n. 5467/2023 emessa dal Ministero dell’Interno fornisce gli step operativi per creare il codice fiscale temporaneo, strumento essenziale per l’impiego di personale proveniente da paesi non appartenenti all’UE, attraverso la piattaforma Spi 2.0. Questo metodo è valido solo se il visto d’ingresso è già stato rilasciato.

Quando si rilascia il permesso di soggiorno, se un contratto di lavoro era già stato concordato precedentemente, esso dovrà essere aggiornato con le informazioni del suddetto permesso.

Importante:

Se il decreto flussi ha esaurito le quote disponibili per l’accesso di lavoratori in Italia, il nulla osta non

viene emesso (come stabilito dal decreto Cutro, DI 23/2023 convertito nella legge 50/2023). Questo indica che le richieste non considerate a causa del raggiungimento delle quote, saranno esaminate nuovamente, probabilmente in maniera prioritaria, nell’anno successivo.

Firma del Contratto e Richiesta del Permesso di Soggiorno

Una volta ottenuto il nulla osta e il visto d’ingresso, il datore di lavoro e l’impiegato devono firmare il contratto di soggiorno entro 8 giorni dal momento in cui il lavoratore entra in Italia. A partire dal 2024, il contratto non dovrà essere firmato presso lo Sportello unico ma direttamente tra le parti in causa. L’accordo viene validato mediante la firma digitale o elettronica qualificata.

Successivamente, il datore di lavoro dovrà inviare il documento allo Sportello unico entro gli stessi 8 giorni dal momento dell’arrivo del lavoratore in Italia.

Il dipendente può firmare anche solo con la firma autografa; è la firma digitale del datore di lavoro che conferisce validità al contratto.

La spedizione del contratto può essere effettuata anche mediante trasmissione elettronica.

Nell’ambito del Protocollo stipulato dalle organizzazioni di categoria il primo ottobre 2024, è

Sanzioni per lavoro irregolare
Sanzioni per lavoro irregolare

obbligatorio fornire alcune informazioni fondamentali mentre si invia la documentazione digitalmente al Punto Unico. Richiede l’allegazione dei seguenti documenti necessari:

  • Tassa timbro digitale pari a 16,00 €, equivalente al codice univoco menzionato nella richiesta;
  • Documento identificativo del datore di lavoro;
  • Scansione del passaporto del dipendente, oltre alla copia digitale del visto d’ingresso;
  • Quattro fotografie in formato tessera per ogni individuo da registrare nel permesso di soggiorno;
  • Ricevuta della tassa di 27,50 € per l’emissione del permesso di soggiorno elettronico;
  • Conferma del pagamento di 80,00 € (non restituibili in caso di rifiuto) per un permesso di soggiorno di durata oltre tre mesi e fino a un anno.

Questi documenti sono essenziali per completare correttamente il processo. Se il datore di lavoro

decide di non procedere con l’assunzione per qualsiasi motivo (ad esempio, a causa dell’ospedalizzazione o del decesso dell’assistito), ha la possibilità di interrompere la procedura in qualsiasi momento, comunicandolo digitalmente al Punto Unico.

Qualora il lavoratore si trovasse già in Italia, il datore di lavoro sarebbe responsabile dei costi del rimpatrio.

Permesso di Soggiorno e Contingenti

Il permesso di soggiorno per ragioni lavorative dipende dal mantenimento di un incarico lavorativo ed è quindi sempre rinnovabile se allo scadere il lavoratore dimostra di essere impiegato. La richiesta va inoltrata attraverso l’Ufficio Postale alla Questura competente, insieme alla stipula del contratto di soggiorno (entro 8 giorni dall’arrivo in Italia), attraverso la compilazione di un kit specifico.

Per l’ottenimento del permesso di soggiorno è necessario un contributo. Il permesso ha una durata stabilita dal contratto.

In termini di durata, la concessione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato non può essere più lunga di un anno. Mentre per un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, il permesso di soggiorno non può superare i due anni.

Procedure di Rinnovo del Permesso di Soggiorno

La domanda di rinnovo del permesso di soggiorno deve essere presentata alla Questura competente del luogo di residenza. Verificarsi di iniziare la procedura è importante, ed andrebbe fatta almeno 60 giorni prima della sua scadenza. La risposta ad una richiesta di rinnovo viene generalmente fornita entro 20 giorni dalla presentazione della domanda.

Per effettuare la richiesta di rinnovo, il lavoratore può procedere presso un ufficio postale abilitato o online attraverso il servizio “Prenota Facile”, dove si prenoterà un appuntamento alla Questura che ha giurisdizione.

Documentazione Necessaria

La richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno dovrebbe includere l’uso di un kit (nominalmente kit Postale) che include tutti i moduli necessari da riempire. Oltre al kit, si dovrebbero aggiungere:

  1. Copia del permesso di soggiorno in scadenza
  2. Copia della sezione del passaporto contenente i dati personali, il visto d’ingresso e le date d’ingresso e uscita
  3. Duplicati dei documenti di identità e della tessera sanitaria
  4. Copia della dichiarazione dei redditi o del modello Cu (se non è ancora pervenuto, tutte le buste paga)
  5. Prova di pagamento del contributo fissato da un decreto ministeriale, basato sul tipo di permesso da rinnovare
  6. Copia dell’ultimo stipendio o dell’ultimo bollettino Inps
  7. Documentazione attestante la propria residenza o, alternativamente, l’ospitalità ricevuta (per il rinnovo del permesso di soggiorno non è obbligatorio possedere la residenza)
  8. Kit postale completo di tutta la modulistica e la marca da bollo da € 16,00
  9. Fotocopie dei permessi di soggiorno e dei codici fiscali dei figli a carico

    Condizioni di Lavoro Accettabili
    Condizioni di Lavoro Accettabili

Devi chiedere al tuo datore di lavoro questi ulteriori documenti da allegare alla tua domanda:

  • Fotocopia della lettera di assunzione

Queste linee guida sono soggette a cambiamenti, pertanto è consigliabile informarsi sempre presso gli uffici competenti o fare riferimento al loro sito web ufficiale per le informazioni più recenti e aggiornate.

Ottenimento del Permesso di Soggiorno a Lungo Termine

La stabilità del contratto lavorativo è importante; è pertanto necessaria una copia del documento di identità del datore di lavoro. Inoltre, esiste un costo di € 30,00 da sostenere per il servizio di consegna del pacco postale.

Dopo un periodo di cinque anni trascorso legalmente in Italia, il lavoratore ha la possibilità di acquisire il “permesso di soggiorno Ce per residenti a lungo termine”, che non ha una scadenza predeterminata.

Cambio di Permesso di Soggiorno – Dalle Ragioni di Studio alla Sottomissione al Lavoro:

Con l’applicazione del decreto Cutro, la conversione delle ragioni di studio o tirocinio del permesso di soggiorno in un permesso per svolgere attività lavorativa non è più limitata dalle quote stabilite dal decreto flusso. Questo è sempre realizzabile, a condizione che il permesso sia in corso di validità e che l’individuo non europeo sia già impiegato da un datore di lavoro con un contratto che dura almeno sei mesi, con un impegno settimanale di non meno di 20 ore per i contratti a tempo determinato o se ha ottenuto una proposta di lavoro irrevocabile di durata minima di sei mesi e almeno 20 ore a settimana.

Processo di Cambio del Permesso di Soggiorno

Passo 1: Il titolare del permesso dovrebbe presentare la richiesta tramite il modulo telematico VA o V2, disponibile sul sito web del Ministero dell’Interno. Questo verrà poi inviato allo Sportello Immigrazione della provincia in cui risiede lo studente straniero. Questa richiesta può essere inoltrata anche prima della fine del proprio percorso di studi, sia per permessi ottenuti per frequentare l’università (corsi di laurea, master o PhD), sia per stranieri che hanno raggiunto la maggiore età in Italia.

Passo 2: Una volta ricevuta la domanda, lo Sportello Immigrazione esaminerà i documenti e darà un responso tecnico sulla fattibilità della richiesta.

Passo 3: Se la valutazione è favorevole, il richiedente riceverà un “kit postale” da inviare alla Questura competente che rilascerà il permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Modulo Conversione Permesso di Soggiorno per Lavoro Stagionale a Lavoro Subordinato.

La modifica del permesso di soggiorno per impiego stagionale in un permesso per lavoro dipendente è legata alle contingenze stabilite dal decreto flusso. Può essere inoltrata da individui che hanno accettato un’offerta di lavoro subordinato di non meno di 20 ore a settimana per almeno 6 mesi o da quelli che hanno esercitato un lavoro stagionale per un minimo di 3 mesi.

Procedura per la Conversione

1)Invio della Richiesta: L’aspirante assegnatario del permesso deve trasmettere la sua richiesta elettronicamente usando il modulo VB, attraverso il sito web del Ministero dell’interno. Successivamente, la richiesta viene girata all’Ufficio Immigrazione della provincia di residenza dello studente estero. La domanda per la conversione può essere inviata anche prima dell’ottenimento del diploma, nel caso di permessi concessi per iscrizione all’università (corsi di laurea, master o dottorati di ricerca) o se gli stranieri hanno già compiuto 18 anni sul suolo italiano;

2)Valutazione della Richiesta: Dopo l’arrivo della domanda, l’Ufficio Immigrazione fornisce un giudizio tecnico riguardo l’esito della verifica;

3)Kit Postale: In caso di parere favorevole, sarà consegnato al richiedente un “kit postale” da inviare alla Questura responsabile per la successiva emissione del permesso di soggiorno per lavoro dipendente;

Comunicazione e Motivazione del Rifiuto: Nel caso di un responso sfavorevole, il preavviso di rifiuto dell’applicazione sarà informato e spiegato al richiedente, che diventerà concludente se il richiedente non si occupa di migliorare l’applicazione o le migliorie inviate sono state respinte dall’ufficio preposto.

ATTENZIONE:

Il Capo II del D1145/2024 introduce una serie di azioni intese a contrastare lo sfruttamento di lavoratori stranieri e prevenire situazioni di lavoro irregolare o forzato. Le nuove misure mirano a garantire maggiore trasparenza nei rapporti di lavoro, rafforzando i controlli e introducendo sanzioni più severe per i datori di lavoro che non rispettano le normative.

L’obiettivo principale è incoraggiare la correttezza e la trasparenza nelle relazioni lavorative. Le regole aggiornate non si limitano alla lotta contro le pratiche illegali come il caporalato, bensì comprendono anche misure attive per facilitare la normalizzazione e l’integrazione dei lavoratori interessati.

Una delle innovazioni più significative risulta essere la creazione di un permesso di residenza per i

Politiche di Immigrazione Lavorativa
Politiche di Immigrazione Lavorativa

lavoratori stranieri vittime di intermediari illegali e abuso lavorativo. Questo permesso, che ha una durata iniziale di sei mesi e può essere rinnovato, è designato per coloro che hanno sperimentato condizioni lavorative che violano i loro diritti e che sono disposti a collaborare con le autorità per combattere tali pratiche. Oltre a ciò, il permesso offre un accesso garantito alle cure mediche, alle opportunità educative e al settore lavorativo. È anche possibile trasformarlo in un permesso di lavoro o di studio.

Supporto e sicurezza per coloro che denunciano

Si pone una particolare attenzione ai lavoratori stranieri che, contribuendo a riportare situazioni di sfruttamento, possono richiedere un permesso per “situazioni eccezionali”. Questo strumento oltre a consentire una permanenza legale in Italia, estende la tutela anche ai familiari diretti. I possessori di tale permesso hanno la possibilità di partecipare a programmi di formazione professionale e di inserimento lavorativo. Vengono inoltre applicate loro misure di protezione speciali, similari a quelle previste per i testimoni nella giustizia, al fine di garantire la loro sicurezza e prevenire potenziali ritorsioni.

Assistenza legale gratuita

Al fine di rinforzare il sostegno alle vittime, il provvedimento prevede che chi collabora attivamente con le autorità può ottenere un patrocinio legale gratuito. Questo aiuta a partecipare a processi legali senza subire un impatto economico, facilitando così l’azione penale.

Lavoratori domestici stranieri

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